Il delitto D’Antona. Indagine sulle nuove Brigate Rosse
di Daniele Biacchessi
Ugo Mursia Editore, 2001
20 maggio 1999. 8,20. Il professor Massimo D’Antona, consulente del ministro del Lavoro, Antonio Bassolino esce dicasa per andare nel suo studio. Non ci arriverà mai: un commando delle Brigate Rosse lo uccide sul marciapiede di via Salaria.Le Brigate Rosse-Partito Comunista Combattente rivendicano l’omicidio con un comunicato di ventotto pagine. D’Antonamuore undici anni dopo il professor Roberto Ruffilli a Forlì; il Paese scioccato si ritrova a fare i conti con il terrorismo chepensava sconfitto. Il libro ricostruisce, attraverso i documenti delle indagini e le interviste, i retroscena di questo delitto, lepiste possibili, i moventi. Traccia la mappa delle nuove Brigate Rosse indicando nomi e ruoli dei nuovi brigatisti. Un’inchiestagiornalistica documentata e precisa che si legge come un resoconto di cronaca; ma un racconto appassionato di grandelucidità che, fuori da facili allarmismi, entra nel cuore della storia del terrorismo brigatista riannodando i fili che legano le Brdi Renato Curcio e Margherita Cagol a quelle di Mario Moretti fino a quelle del commando che ha ucciso D’Antona
